PROLOGO
Non è vero che mancano i soldi…..manca il coraggio di usarli bene.
Da anni ci raccontano che il problema è il debito. Che dobbiamo stringere, ridurre, rinviare. Ma nessuno dice la cosa più semplice:
Il debito non è il problema….il problema è come viene usato.
- Quando un debito costruisce lavoro, sviluppo, dignità…non è un peso, è un investimento nel futuro
- Quando invece finanzia errori, approssimazioni, scelte senza metodo, diventa una catena che passa da una generazione all’altra.
Il Popolo non è povero…..è tenuto all’oscuro
- Perché nessuno spiega davvero quali investimenti creano valore quali lo distruggono quali decisioni sono giuste quali sono solo comode E allora tutto si confonde.Tutto sembra inevitabile.Tutto sembra fuori dalla nostra portata.
Ma non è così
Esiste una verità semplice, che chiunque può capire: non tutte le decisioni valgono allo stesso modo non tutti i progetti producono svilupponon tutto ciò che è finanziato è utile
Il problema non è tecnico….è morale
Perché decidere senza sapere è grave… ma decidere senza voler sapere è una responsabilità
Il Modello Savastano®
è lieto di mettere a disposizione degli Italiani la propria esperienza, la propria competenza e la propria specializzazione professionale, in Analisi Costi-Benefici. Quanto sopra, naturalmente, a condizione che gli Italiani, dal canto loro, siano veramente consapevoli, disposti e soprattutto del tutto determinati, nel volere realizzare, concretamente, lo Sviluppo economico e sociale, cioè, la Crescita del benessere sociale collettivo, cioè, di tutti gli Italiani siano essi espressione di persona fisiche che giuridiche.
DIVERSAMENTE
In assenza di tali improrogabili impegni sociali, professionali, programmatici e progettuali propri del Popolo, il dibattito collettivo rimane sordo e vuoto di contenuti che il Popolo stesso, invece, avrebbe dovuto e/o deve, categoricamente alimentare in continuità.
In conclusione, se il Popolo ha veramente a cuore la crescita e lo sviluppo del Paese, non può e non deve perdere mai di vista l’ obiettivo moderno del progresso civile, il perseguimento continuo del benessere sociale sottraendo energicamente dal rischio, oggi più che mai incombente sul Popolo: del sottosviluppo, del disavanzo di bilancio, della decrescita del PIL e, dall’ importantissima, più che ultima, esorbitante crescita del debito pubblico che da anni ormai schiaccia la crescita e lo sviluppo economico e sociale del Paese
ATTO FONDATIVO
Metodo, sviluppo e responsabilità civile
Questa pagina riproduce il testo integrale dell’Atto Fondativo che ha dato origine “Modello Savastano”.
Il documento, redatto nel 1984, esprime la posizione culturale alla base delle iniziative che oggi trovano espressione nel Blog, nella Dissertazione e nella Piattaforma informatica di valutazione delle decisioni pubbliche e private
Mi rivolgo al Popolo come comunità civile, non come insieme di categorie economiche, appartenenze politiche o interessi contrapposti. Mi rivolgo a cittadini diversi per ruolo, competenze e condizioni, ma accomunati da una stessa realtà: vivere quotidianamente le conseguenze di decisioni pubbliche che raramente sono state comprese, valutate e discusse nel merito.
Dichiaro in modo esplicito la mia dissociazione da una concezione dell’economia ridotta alla sola produzione e detenzione di ricchezza materiale.
Questa riduzione non riguarda singole persone o categorie sociali, ma un’impostazione culturale che ha progressivamente separato l’economia dal pensiero, dal metodo e dalla responsabilità collettiva.
L’economia, privata del metodo, non orienta lo sviluppo e non protegge il benessere sociale.
Senza valutazione delle alternative e senza analisi degli effetti, le decisioni diventano opache, arbitrarie e spesso inefficaci, anche quando accompagnate da ingenti risorse finanziarie.
Lo sviluppo non è una somma di opere, annunci o finanziamenti. È la capacità di una società di comprendere i propri bisogni, confrontare le alternative disponibili, scegliere in base agli effetti attesi e assumersi la responsabilità delle conseguenze nel tempo.
In questa prospettiva, l’Analisi Costi-Benefici non è un tecnicismo né un adempimento burocratico. È uno strumento civile essenziale, perché rende esplicito ciò che troppo spesso viene nascosto: chi beneficia delle decisioni, chi ne sopporta i costi, oggi e domani.
Senza valutazione non esiste scelta; senza scelta non esiste responsabilità; senza responsabilità non esiste sviluppo.
In coerenza con questa impostazione, il Blog adotta una modalità di presentazione volutamente comparata e plurale. Articoli di stampa, programmi, progetti ed esperienze italiane ed estere vengono proposti non come rassegna informativa, ma come materiali di confronto culturale.
Essi mostrano, in modo concreto, che cosa accade quando l’Analisi Costi-Benefici è utilizzata correttamente e che cosa, invece, si disfa quando essa è ignorata, aggirata o ridotta a mero adempimento formale.
La varietà delle fonti e dei casi non risponde a una logica di accumulazione, ma a un’esigenza educativa: offrire al Popolo una gamma diversificata di esempi attraverso cui comprendere, per contrasto e per analogia, il valore del metodo nella selezione delle decisioni pubbliche e degli investimenti dell’economia reale.
È attraverso il confronto tra buone e cattive pratiche che una cultura della valutazione può essere ricostruita e resa condivisa.
Questo Atto Fondativo esprime una posizione culturale chiara, riconducibile alla tradizione dell’Economia dello Sviluppo e della socialdemocrazia europea: il metodo non è un vincolo imposto alla decisione politica, ma una condizione della sua legittimità.
L’economia è qui intesa come bene pubblico cognitivo, fondato sulla conoscenza, sulla valutazione e sulla trasparenza delle scelte.
La dichiarazione di dissociazione qui enunciata informa in modo unitario la filosofia di ideazione e di applicazione di tutti gli strumenti che compongono il Modello Savastano:
- il Blog, come spazio di educazione culturale;
- la Dissertazione, come fondamento teorico e metodologico;
- la Piattaforma informatica web, come strumento operativo di valutazione delle decisioni pubbliche e private.
Questo Atto non chiede adesione né consenso immediato.
Propone un impegno più esigente: ricondurre lo sviluppo alla qualità delle scelte, e la qualità delle scelte al metodo, nella convinzione che solo così sia possibile restituire dignità culturale e responsabilità civile alle decisioni che incidono sul futuro della collettività.
Atto fondativo adottato in data 30 Luglio 1984
Documento fondativo permanente – non soggetto ad aggiornamento
